Basta! Sull’allattamento non si può generalizzare

Ciao Mamme!!! Oggi ritorno su un argomento che ho già affrontato in passato e che mi sta particolarmente a cuore: l'allattamento. In queste settimane, per via del campagna di sensibilizzazione portata avanti dal Ministero, se ne é parlato ovunque, dalla TV al web, snocciolando dati e tendenze che a volte, per come sono stati presentati, mi hanno fatto davvero arrabbiare. Frasi comuni e modi di dire per trattare l'argomento che, per chi come me lo ha affrontato in prima persona, risultano non solo riduttivi, ma soprattutto poco edificanti, e anzi totalmente sterili e fuorvianti. Perché finiscono col ferire chi ha tentato invano di allattare. Per chi si ricorda, la mia esperienza con Ludovica é stata traumatica. Senza esagerare, e volendo sintetizzare, se dovessi limitarmi a quelle settimane di pratica-non pratica, già da adesso potrei rinunciare ad allattare Francesca. Ma siccome ho davvero, come allora, il desiderio di condividere questa esperienza con mia figlia, anche stavolta tenterò nell'impresa, sperando in risultati migliori. Non so se il mio attuale atteggiamento mentale e psicologico sia quello giusto, di certo so che si parla tanto di sostegno alle neo mamme, ma poi si finisce chissà per quale ragione per fare sempre il solito discorso, facendo sentire inadeguata chi non riesce: tutte abbiamo il latte; non c'è donna che non possa allattare; é stato dimostrato che anche chi vive in difficoltà economiche e con poco sustentamento può allattare; etc... Non credo che si possa fare di un'erba un fascio. Quando ti avvicini all'allattamento, soprattutto se sei alla prima esperienza, molto contribuisce, al di là del tuo essere impacciata, il comportamento del neonato. Se si attacca con facilità allora si é già un passo avanti, mentre se, come nel mio caso, ha difficoltà, allora devi far fronte ad un ostacolo in più. Punto secondo: l'ambiente che circonda la mamma ha la sua influenza particolarmente decisiva. E non mi riferisco ai conoscenti prossimi, che possono fare da deterrente con le loro affermazioni e consigli non graditi in un momento così delicato e non semplice da affrontare, ma a tutto il contesto prima ospedaliero e poi casalingo. Se in ospedale trovi l'ostetrica che ti da qualche dritta, zittisce chi rema contro e ti motiva, sicuramente il tuo animo ne risentirà in positivo, cosi come i tentativi di allattamento. Se il via vai di amici e parenti si limita agli orari di visita, allora la mamma e il suo bambino avranno tutta la privacy e la tranquillità di cui hanno bisogno per conoscersi ed adattarsi alle novità in arrivo. Altrimenti, si rischia il capitombolo. Stesso discorso al rientro in casa. Niente visite a rotazione continua, a qualsiasi ora del giorno, senza rispetto per le esigenze degli altri. Detto ciò, non é mia intenzione imputare esclusivamente ad altri il non essere riuscita ad allattare. Anch'io ho avuto la mia parte di responsabilità: nel non essermi ritagliata spazi tutti nostri, nel non aver saputo affrontare il mio essere diventata mamma con la giusta serenità e sicurezza, e per non aver gestito al meglio le difficoltà che ho incontrato. Insomma, non sono stata abbastanza forte da difendere il nostro rapporto madre-figlia. Ciononostante, non ditemi che tutti possiamo allattare, perché per me non è così. Io, pur di dare il mio latte a mia figlia, mi sono letteralmente munta come una mucca, anche per meno di 25 ml. Non riuscendo con il tiralatte, sono passata direttamente alle mani. Se questa non è volontà, allora è autolesionismo! Senza tralasciare poi tutte quelle mamme che praticano l'allattamento integrato perché il loro latte non é sufficiente alla crescita dei loro figli. Insomma non si può banalizzare né generalizzare difronte a una realtà così delicata, ma solo essere davvero di sostegno, nel bene e nel male. Senza demonizzare chi non riesce e nemmeno chi decide a priori di non allattare. Sono davvero tanti i fattori in gioco, e ciò che conta é la serenità della mamma, che può così trasmetterla al bambino. E, sebbene la paura di un'altra rinuncia c'è ed è forte, anche stavolta non mi perdo d'animo, e cerco fin da adesso di affrontare questo passo a modo mio, con la convinzione di portare a termine la missione, pensando ai racconti di quelle mamme bis che alla prima esperienza non sono riuscite ad allattare, mentre la seconda volta non hanno avuto alcun problema. Alla prossima! E ricordate… IO TIFO PER VOI. Rileggi "Allattamento: senza sostegno può arrivare la rinuncia" P.S. Il Ministero della Salute ha realizzato, in collaborazione con gli esperti del Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare per l’allattamento al seno (TAS) e la Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, un opuscolo informativo per offrire alle gestanti e neo mamme consigli attuali e pratici sull'allattamento, nonché 6 video tutorial per coinvolgere al massimo l’utenza nel recepimento di tali consigli e indicazioni. Di seguito i link:

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