Scelta del nome. “Nessuna tradizione, spetta a mamma e papà”

Ciao Mamme!!!
Sulla scelta del nome da dare ai miei figli ho sempre avuto le idee chiare, fin da ragazzina, quando giocavo fantasticando sull’avere una famiglia.
Non ne ho mai avuto uno preferito, questo no, ma mi sono sempre detta e ripromessa che non avrei mai messo né quello dei miei genitori né quello dei miei suoceri, come si usa ancora qui in Sicilia per tramandare e assicurare così una discendenza anche in questo senso.

“Come ti chiami?
Mario Rossi.
Ah, come tuo nonno!”

Io, portandomi per questa tradizione un nome che non amo molto, Giuseppina, ho deciso che ai miei figli avrei risparmiato questa sorte. E così, quand’è nata la mia prima bimba, non mi è balenata neanche per un secondo l’idea di chiamarla Calogera, o tuttalpiù Erina. Con mio marito abbiamo fatto una lista di papabili e alla fine Ludovica è stato (ogni volta che mi accarezzava il pancione diceva: Ludovica!). Oggi, a distanza di 3 anni, sono ancora felice e convinta della decisione presa.
Quando ho scoperto di essere nuovamente in attesa, e abbiamo iniziato a dirlo ad amici e parenti, la questione si è riproposta, soprattutto nel caso in cui sarebbe stato un maschio. Deve essere Stefano, mi ripetevano tutti, come se dare il nome dei nonni fosse una cosa scontata, naturale. Ovviamente, nulla contro mio suocero né contro il suo nome, che anzi devo ammettere è un bel nome, ma neanche stavolta avevo intenzione di rispettare la tradizione. D’altronde, chi mi conosce, sa bene che difficilmente torno sui miei passi, e mio marito per primo ne era consapevole. In tutta onestà, però, su questo mio pensiero non mi ha mai contraddetta. Forse perché, già dal primo giorno che abbiamo iniziato a frequentarci, gli ho elencato alcuni punti chiave che sarebbero stati alla base del nostro buon vivere quotidiano, tra cui questo.
Avendo tardato la piccola inquilina ha mostrare la sua identità, una lista non scritta di possibili nomi maschili l’abbiamo approntata intorno al settimo mese, ma con scarsa convinzione. In cuor mio pensavo fosse femmina e per lei, il mio sesto senso aveva già scelto il nome più appropriato: Francesca.
Perché, vi chiedete?
Sono in tipo che va molto a sensazioni e intuito. Durante il funerale della nonna paterna di mio marito, all’udire il nome Francesca provo una strana emozione, qualcosa che non so spiegare con precisione, la piccola si muove e per il resto della messa non faccio che pensare a quello che io, e credo anche il mio fagiolino, abbiamo avvertito in quel momento. A tal punto che, usciti dalla chiesa, dico a mio marito: se è femmina, ti piacerebbe Francesca come nome? Lui a caldo mi risponde di sì è poi, più tardi, gli racconto tutto ed è ancora più convinto di prima della mia-nostra scelta.
Così, quando la scorsa settimana ci è stato detto che #femminafu, abbiamo avuto anche la conferma che nome più adatto non potevamo scegliere!
Alla prossima!
E ricordate… IO TIFO PER VOI.

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